A spasso nel segno dei Berici

ciliegieE’ una bella domenica primaverile di sole: si inforchi la bici e si vada per sentieri! Una vocina, nascosta dentro in fondo in fondo, dice: “Non sei ancora pronto, non hai abbastanza gamba…” ma, si sa, le vocine son fatte per essere ignorate. Quindi: via per la ciclabile, da Ponte di Castegnero, in direzione Longare: si tenterà la scalata della Tecla e poi in mezzo ai boschi. Prima scena: un trio di attempati signori frodano alla grande un albero di ciliegie che troppo si affaccia sul tracciato. Se, da una parte, è certamente uno dei momenti migliori per accoppiare “gita in bici” a “prodotti locali”, quest’ultimi vanno debitamente comperati dai legittimi produttori (infatti al ritorno ho acquistato un delizioso cestino delle sorelle di quelle che vedete qua in foto: sono speciali!).
In prossimità di Longare c’è un bel gruppone di over 50, dall’aspetto potrebbero essere stranieri, fermi alla rotatoria dietro alla Banca. Proseguo per un paio di centinaia di metri e trovo una loro vedetta che scruta piantina e smartphone, un po’ perplesso. Mi fermo e gli offro il mio aiuto: in effetti è chiaramente straniero, parla uno stentato italiano con forte accento tedesco.
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Gli chiarisco il percorso, mi dice che stanno cercando di arrivare a “Gìzzole” (nota ai più come “Ghizzole”, frazione di Montegalda) e mi ringrazia con tanti sorrisi. Nota da ricordare: la segnaletica lungo la Ciclabile Riviera Berica è terribilmente scarsa!
Inizio la salitona, subito dopo le scuole elementari di Longare, e devo dare dannatamente ragione alla vocina: non sono ancora in forma. Così, per distrarmi e sentire meno la fatica, conto i frequentatori della salita: ben 15 camminatori (più 2 cani) e 26 ciclisti in mountain bike (nei 2 sensi di marcia) in 25 minuti, niente male come “affollamento”. Arrivato in cima, alla fine della Strada Tecla e all’inizio di Via San Rocco incontro un paio di ragazzi con i quali condivido un tratto della cosiddetta “Alta Via dei Berici” (per avere maggiori informazioni potete visitare una pagina facebook, una pagina di una Pro Loco che è tra i promotori del progetto, oppure visualizza la corposa mappa interattiva dei Berici).
Correre, in silenzio, in mezzo ai boschi è una delle soddisfazioni più grandi che può dare la mountain bike, a parer mio. Al proposito i ragazzi mi hanno segnalato la “Scuola Berica MTB” (il sito ufficiale, la pagina facebook), per tutti coloro che vogliono impadronirsi dei segreti delle ruote grosse. Arrivato nel territorio di Nanto mi par che le gambe possano reggere un altro poco e mi fiondo giù verso Sagraro. Arrivato alla fontana scopro che è stato allestito un bell’angolo panoramico con cartina dell’Alta Via dei Berici, leggio con informazioni del posto e panchina per riposare le stanche membra.
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Finisco il giro passando da Mossano e terminando con un ultimo tratto di Ciclabile. Vedo, con grande piacere, che nel bar adiacente la ciclabile ci sono ben 16 biciclette ferme: il percorso può essere, contemporaneamente, un’occasione di relax in un bel locale dopo una pedalata e un’occasione di lavoro per chi ha voglia di credere e investire nell’ambiente e nel mondo delle due ruote.
Se qualcuno avesse voglia di provare questo percorso, magari possiamo organizzarci e pedalare assieme: scrivetemi a info@rivieraberica.net.