L’Anello dei Colli Euganei

20150822_092231Partimmo, Gion Din e io, e facemmo tutta una tirata da Bastia a Bastia (ciao Guccini, cerca di stare bene). Per dirlo più semplicemente: ieri, sabato 22 agosto, in una giornata metereologicamente splendida, abbiamo percorso l’Anello dei Colli Euganei, partendo da Bastia di Rovolon e lì ritornando, dopo circa 70 chilometri e 4 ore di pedalata effettiva (al conteggio vanno aggiunti altri 20 chilometri e un’ora di percorso, dato che ci siamo spostati sempre in bici dalla partenza delle rispettive sedi). Il percorso ci è piaciuto, lo diciamo subito: è vario per quanto concerne paesaggio, tipo di strada, centri abitati, non ci sono asperità degni di nota e l’unica salitina la si trova prima del ritorno a Bastia (che, nel senso di marcia seguito ieri, arriva a pochissimi chilometri dall’arrivo, quindi con le forze al lumicino). Abbiamo visto diverse coltivazioni: dal sorgo (che è diverso dal mais, Gion ne sa di queste cose, vedi foto 1) ai vigneti, dal mais alla soia al foraggio. Per quanto concerne la fauna segnaliamo l’avvistamento di diversi aironi cinerini, un gruppo di cornacchie, una fagiana e un martin pescatore.

il sorgo
Foto 1: il sorgo

Il tracciato è ben segnalato con i cartelli con la consueta grafica regionale (fondo marrone, scritta gialle su quadrato azzurro scuro), basta seguire il percorso E2, eccetto in un paio di situazioni, nelle quali ci siamo fatti guidare dall’orientamento e abbiamo ritrovato, dopo poche centinaia di metri, la segnaletica. A proposito di segnaletica è un pochetto paradossale vedere alternati, con una certa frequenza, due diverse tipologia di grandi cartelli: accanto a quelli con sfondo blu (quelli con il basso la scritta “Veneto tra terra e cielo” e il logo della Regione Veneto) che accomunano diversi percorsi nella nostra regione, ne abbiamo incrociati altri a cura della Provincia di Padova, con grafica completamente differente (vedi foto 2), anche distanti solo qualche chilometro uno dall’altro. A nostro avviso la cosa potrebbe anche essere fuorviante, per un visitatore straniero magari. Dal momento che ci sono, “melius abundare quam deficere”.

La fredda cronaca

Foto 2: la segnaletica
Foto 2: la segnaletica

Partiamo da casa verso le 08,30: la temperatura è gradevolissima, il cielo sereno. Verso le 09,15 siamo all’imbocco dell’Anello, in località Bastia di Rovolon: si inizia con una ciclabile, che corre lungo l’argine di un canale (sarà così per la maggior parte dell’Anello), ci sono gli Euganei a sinistra e il morbido declinare dei Berici a destra. Tutto intorno campi coltivati e una splendida varietà di tonalità di verde. Facciamo una prima tappa a Vò Vecchio dato che la strada sbuca davanti un grazioso palazzone color salmone che in passato, ai tempi della Seconda Guerra Modiale, fu convertito al tremendo scopo di centro di raduno per la deportazione nei campi di concentramento* (foto 3 e foto 4). Gion Din ha letto un libro sulla storia di una ragazzina che lì fu trattenuta e me lo racconta durante il tragitto (vedi a viaggiare con gente istruita…).

Foto 4: il palazzo di Vò Vecchio
Foto 3: il palazzo di Vò Vecchio
Foto 4: la targa che ricorda la deportazione
Foto 4: la targa che ricorda la deportazione

Arrivati a Lozzo Atestino decidiamo che è giunto il momento di una contro-colazione e ci rilassiamo un pochetto in un grazioso locale del centro. Ci rimettiamo in marcia, continuando sempre su una ciclabile sino ad arrivare a Este, dove il percorso passa per il centro della bella città murata. C’è anche il mercato così, bici alla mano, ci confondiamo con i locali tra le bancarelle. Appena fuori Este il percorso segnato risulta bloccato da una sbarra ma noi ci infiliamo nella stradina creatasi di fianco. A onor del verso c’è un cartello che parla di lavori di manutenzione, o qualcosa del genere, poi capiremo il perchè, forse. Da qui la ciclabile diventa una stradina bianca con la prima vera pecca del percorso: i lati della carreggiata non sono per nulla curati ma, se anche da Bastia a qui non è che fossero tanto bene tenuti, ora la vegetazione è talmente rigogliosa da dare proprio fastidio alla marcia e in alcuni tratti non è possibile circolare nei due sensi di marcia (foto 5 e foto 6). Dopo questi circa 7 chilometri selvaggi giungiamo a Monselice, altra piacevole cittadina murata, dove ci fermiamo per pranzare e cercare

Foto: 5 da Este a Monselice lato B
Foto: 5 da Este a Monselice lato B

dell’acqua.

Foto: 5 da Este a Monselice lato A
Foto: 5 da Este a Monselice lato A

Nel centro storico, chiuso al traffico, troviamo un’ottima bottega dove ci riforniamo, com’è nostra consuetudine in ogni gita di questo tipo, di pan fresco e affettati e ci accomodiamo in un parco cittadino proprio a ridosso delle mura, solo a qualche centinaio di metri dal percorso dell’anello. Ci sono a disposizione anche dei gabinetti, una serie di tavolini con panche, un chiostro con bevande (però chiuso), il tutto sotto una corroborante ombra. Manca la fontanella dell’acqua (a dire il vero non ne abbiamo visto nessuna lungo il percorso, però eravamo ben forniti dalla partenza) e, dopo una lunga pausa, ci mettiamo alla ricerca in giro per la cittadina: Monselice è il posto con meno fontanelle del mondo, noi crediamo. Alla fine, grazie ad un suggerimento, troviamo una fontanella in un angolo buio di un ulteriore parco (ne abbiamo passati altri 2, in vano) e possiamo rimetterci in marcia. Stesso tipo di tracciato come quello appena percorso: strada bianca, tenuta da male a oscenamente, con la più alta concentrazione di erbacce mai vista lungo un percorso ciclabile (anche questo sbarrato all’inizio, come da Este, ma segnato dalle frecce del tracciato E2, va detto per correttezza). Arrivati sul confine con Battaglia Terme si nota la differenza nella gestione del percorso: l’erba è perfettamente sfalciata, il fondo – anche qua strada bianca – è immacolato, senza buche ne asperità di sorta: tanto di cappello a questa amministrazione comunale!
Il pomeriggio continua a essere molto gradevole e il percorso, sinuoso come i canali che costeggia, ci porta in mezzo a vigneti e altri campi coltivati. Facciamo un’altra sosta tecnica all’abbazia benedettina di Praglia*, che ha una pratica fontanella proprio in prossimità del cancello dell’entrata principale e i bagni all’inizio dell’annesso grande parcheggio. Rinfrancati dalla sosta convinciamo le nostre gambe a ripartire e dopo il gran premio della montagna tra Bresseo e Bastia, ci apprestiamo a concludere l’Anello dei Colli Euganei.
Una riflessione: è un peccato che un tracciato così bello non sia adeguatamente curato: a parte la questione dei cigli non sfalciati, eccetto la parte relativa a Montegrotto Terme, in diverse tratti l’asfalto ha ceduto, anche in più punti; un tratto con una protezione in legno (peraltro in una posizione che lascia perplessi, a dividere il tracciato dai campi contigui e non a “proteggere” da possibili cadute nel contiguo canale), mostra analoghi segni di cedimento; in alcuni tratti di ciclabile ottenuta sulla carreggiata di una strada comune non erano quasi per nulla visibili le linee di demarcazione. In poche parole: non c’è un’adeguata manutenzione. Forse occorre creare un movimento d’opinione che faccia pressione presso le varie Amministrazioni per far loro trovare i fondi per un’adeguata manutenzione? Da parte nostra facciamo quanto ci è possibile col nostro umile lavoro: buone pedalate a tutti.

La sintesi
Tracciato: per la maggior parte del percorso su pista ciclabile, una piccola parte su strade a bassa percorrenza e pochissimi tratti su strada normale. Ci sono solo un paio di attraversamenti pericolosi. Completamente pianeggiante, solo alcune centinaia di metri in salita tra Bresseo di Teolo e Bastia di Rovolon.
Percorribilità: se si vuole fare tutto il tracciato compreso il tratto tra Este e Battaglia Terme sul percorso “ciclabile” è meglio escludere la bici da corsa, se si percorre suddetto tratto sulla strada normale si potrebbe anche tentarlo con la bici da corsa. A nostro avviso una bici da cicloturismo o una moutain bike (magari con copertoni più stradali) sono più adatte.
Riferimenti e mappe: Parco dei Colli Euganei, Colli Euganei, Bikeitalia.

Immagini dal percorso
20150822_093953
20150822_143410

20150822_115245

20150822_110005

20150822_094558