E’ consuetudine della nostra mini redazione (che lavora poco, ultimamente…) fare un gran giro in agosto (vedi le puntate precedenti 1 e 2). Quest’anno ci siamo prefissati una “gita nei paraggi”, così da poter percorrere il tanto decantato “Lungargine del Bacchiglione”. Partiti di buon mattino, abbiamo iniziato il percorso, con l’intento di farlo circolare, in località Colzè di Montegalda: si tratta del lungo argine del Bacchiglione che costeggia le terre predisposte per un eventuale deflusso di piena e, a tratti, costeggia proprio il fiume stesso. E’ una strada per lo più bianca, facilmente percorribile con una citybike o moutainbike (sconsigliato per bici da corsa, per capirsi), sempre pianeggiante. La giornata, serena ma con temperatura piacevole, ci ha permesso di fare lunghe chiacchierate, ammirando la natura. Dopo la consueta contro-colazione ci siamo avvicinati a Padova, per lo più su ciclabile e lungo argine, sempre adeguatamente segnati dai riconoscibili cartelli I1/I2. Una nota dolente: in vari tratti non sono stati sfalciati i bordi: abbiamo scelto, come mood della giornata “meno tagli, più sfalci”, pensando alle locali amministrazioni. E’ un peccato vedere che un così bel percorso sia lasciato, troppo spesso, senza una cura adeguata.
Arrivati a Padova abbiamo cercato rifornimenti, consumato un bell’aperitivo e pranzato in un piccolo parco cittadino, deserto, con solo noi “abusivi”. Un amico del posto ci ha spiegato che il cartello, che restringeva l’accesso al parco ad anziani e bambini accompagnati, era stato posto per qualche ragione legata a “disordini” dovuti a frequentazioni in qualche modo “sgradite”.
Dopo una corposa pausa di convivialità si riparte, verso casa, verso Vicenza. Il ritorno è stato percorso per lo più su asfalto, in parte su tratti di ciclabili o nelle vie parallele alla statale, che non ci piacciono le strade troppo pericolose e frequentate da macchine. Lo confessiamo: siam saliti anche – a tratti, giuriamo – sui marciapiedi, avendo sempre ben cura di non ostacolare o infastidire i pedoni: quelle lì, nel nostro mondo interiore, son ciclabili.
Geo Tracker – l’app android usata per il tracciare il percorso – ci dice che son stati poco più i 59 chilometri percorsi, in circa 4 ore effettive di pedalata (il resto è amicizia). Quindi ci sentiamo di dire che il percorso è piacevole, magari da fare in una giornata non col sole a picco in pieno agosto, adatto a tutti, prestando attenzione però agli attraversamenti.
Buone pedalate.