Alle 8 e qualche minuto siamo alla partenza della manifestazione, pronti per affrontare la nuova versione dell’Ostiglia Day: il Green Tour – Verde in movimento. Si forma un capannello di volonterosi, arriva il noto camper di uno degli organizzatori e, senza tante cerimonie, si parte. All’inizio siamo circa una ventina, accompagnati dal Sindaco di Grisignano, con la sua bici e tutto quanto. Chi ha frequentato questi eventi sa com’è l’organizzazione: tanta buona volontà, gruppi che si formano e si disperdono, soprattutto tanta voglia di socialità e di bicicletta. Perché la cosa strana è che a questi momenti partecipano spesso i solitari più che i gruppi costituiti (mancano soprattutto quelli che vivono la bici con un certo agonismo), i curiosi oltre che gli appassionati (alcune signore hanno preso a prestito la bici questa mattina, per poter fare il percorso). Sembrerebbe che l’idea di sensibilizzare e darsi da fare per avere una ciclabile come quella che sarà la Treviso-Ostiglia sia un fatto che non riguarda chi va tanto in bici, ma chi ci va qualche volta: che stranezza.


Dopo una serie di stradine secondarie, con la buona volontà dei partecipanti a far da apripista e vigilanti sul traffico, si arriva al confine tra Grisignano e Montegalda, ci si fotografa tutti assieme e si parte per un primo tratto di “vera Ostiglia“. L’impressione è quello di trovarsi in una contea di qualche stato a vocazione agricola degli Stati Uniti, più che nell’evoluto Nord-Est italico, con personaggi bizzarri che ci parlano di cugini che non sentono spesso e abitano nella fattoria contigua, di improbabili stradine, anche questo fa parte del pacchetto della gita. La mia paersonalissima impressione è che ci sia una notevole diffidenza, da parte di chi ha terre confinanti con la Treviso-Ostiglia, verso l’idea di renderla una ciclabile. Un po’ la stessa diffidenza, con un pizzico di insofferenza, l’ho rilevata sin dall’inizio anche tra i contadini confinanti con la nostra Ciclabile: il “perdere tempo” in bicicletta è quanto di più lontano ci sia dall’ambito culturale dei nostri agricoltori.

Arriviamo in località Ghizzole di Montegalda dove la locale Pro Loco ci delizia con una chicca: la marmellata di zucca (qua ci sanno fare parecchio, con il prodotto…). Si rifiata, si scambiano quattro chiacchiere, ci si conosce meglio e si riparte.
Appena in strada, dove la competenza del percorso passa al Comune di Castegnero, il salto nella civiltà: volontari che presiedono e vigilano a ogni incrocio e/o attraversamento, tracciamento con indicazioni dell’evento, ci sono persino i vigili al ritrovo presso la stazione di Villaganzerla. Abbiamo anche qui l’occasione di percorrere un tratto del sedime della futura ciclabile, pulito e curato, che va dal cavalcavia sull’autostrada sino alla vecchia stazione. Qua la solerte Pro Loco locale ci ha preparato un’ottima sorpresa: marmellata di ciliegie (è il prodotto di punta del Comune), formaggi naturali di una azienda biologica locale (veramente ottimi). In un clima sereno e divertito ci si ristora con tutta la calma necessaria.
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Vien voglia di farsi una foto, visto che sono arrivati anche altri appassionati (con i figli piccoli anch’essi in bici, una scelta del tutto meritoria). Il momento viene ulteriormente arricchito dalla narrazione della storia di quella che fu la ferrovia Treviso-Ostiglia da parte di uno dei promotori storici dell’Ostiglia Day: Sergio Facchin.
Sempre sotto il controllo, vigile e attento, dello staff di Castegnero, ci si rimette in sella e si va verso Nanto (Comune non pervenuto in quanto a “presenza” correlata all’evento, non ci è dato sapere il motivo) e poi Mossano. Ci viene riservata nuovamente la possibilità di percorrere un bel tratto del sedime, ripulito per l’occasione.

Mi segno qua un paio di scatti, nella speranza che, tra non molti anni, rileggendo questo post si possa raccontare di quanto sia piacevole percorrere la Ciclabile Treviso-Ostiglia, guardando da che basi si partiva.
Giunti presso la fattoria che ha ospitato il momento del pranzo conviviale, in località Ponte di Mossano, incrociamo gli amici del gruppo “Girabasse” * (non ho potuto appurare se come parte della staffetta che arrivava da Orgiano – vedi post precedente – o in giro libero) e ci si saluta tutti quanti.

Un evento di sicuro valore, sia per la promozione fatta (alcuni dei partecipanti non avevano idea di cosa fosse la Treviso-Ostiglia, per dire), sia per la possibilità di incontrare sapori particolari (il motto del Green Tour recitava proprio “ciclando tra i prodotti). Un ringraziamento particolare ai promotori, alle Pro Loco (in particolare alle due che si sono volute impegnare con la degustazione, va sottolineato il loro merito), a coloro che hanno curato la logistica e, in particolare, al Sindaco di Grisignano che ha accompagnato sino alla fine il gruppo e al Vicesindaco di Castegnero che ha dato prova di come si possono curare questi eventi con una qualità di assoluto rispetto.
Tra pochissimo partiranno i lavori del tratto di Grisignano di Zocco e ci sono altri accordi per i vari tronconi rimanenti: la Treviso-Ostiglia sta diventando una realtà anche nel tratto vicentino.
Ci vediamo l’anno prossimo, per fare nuovamente il punto della situazione.